Ambrogio Crespi è libero, Il Tribunale sospende l’esecuzione della pena. Ora la revisione della condanna.

Ambrogio Crespi

Un primo passo verso la correzione del gravissimo errore giudiziario cui è vittima Ambrogio Crespi, condannato dalla Corte di Appello di Milano alla pena di anni sei di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. I fatti risalgono al 2010 allorquando secondo la ricostruzione dei giudici di merito Crespi avrebbe apportato un contributo elettorale all’elezione, al Consiglio Regionale della Lombardia, di Domenico Zambetti, ex assessore della giunta lombarda guidata da Formigoni.

La condanna divenuta definitiva nel 2021, a seguito del rigetto da parte della Cassazione del relativo ricorso, aveva sollevato un coro di proteste dell’innocenza di Ambrogio Crespi, coinvolto in quel giudizio sulla scorta di una intercettazione di due diversi soggetti,  ritenuti contigui alla Ndrangheta milanese, e senza che vi fosse alcun riscontro circa il coinvolgimento elettorale. Nessuno Tocchi Caino, l’associazione del Partito Radicale, fra i promotori del Comitato per la Grazia ad Ambrogio Crespi, che ha sempre professato la sua innocenza. Il tribunale di sorveglianza di Milano ha così  accolto la richiesta di differimento della pena in seguito alla domanda di grazia presentata dai legali del  regista 51enne, sposato e padre di due figli, detenuto dallo scorso marzo nel carcere milanese di Opera dopo una condanna definitiva a sei anni di reclusione.

Nell’accogliere la richiesta di differimento della pena, presentata dai legali Marcello Elia e Simona Giannetti, il Tribunale di sorveglianza di Milano scrive che per Crespi “sussistono i presupposti per disporre il differimento della pena“, in quanto “appare sussistere il fumus di non manifesta infondatezza della domanda di grazia in considerazione di quanto esposto e documentato dalla difesa in merito alla vita condotta da Ambrogio Crespi dal 2013 (quando è stato scarcerato a seguito della revoca della misura cautelare della custodia in carcere a lui applicata) in poi, e dell’impegno professionale e umano da quest’ultimo profuso nella difesa della legalità e anche nella lotta alla criminalità, ivi compresa quella mafiosa, con la realizzazione di opere che hanno ricevuto attestati di riconoscimento e che sono state divulgate anche ai fini educativi delle nuove generazioni”.

La sentenza di condanna di Ambrogio Crespi è priva di ogni fondamento probatorio, un errore giudiziario frutto di una lettura delle evidenze alquanto approssimativa, stiamo già lavorando alla revisione e presto depositeremo la richiesta alla Corte di Appello di Brescia” ha dichiarato l’Avv. Baldassare Lauria direttore della Fondazione Giuseppe Gulotta.

 


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