Confisca: le SS.UU. confermano l’irrilevanza dei redditi da evasione

ROMA – Il servizio novità della Corte Suprema di cassazione comunica che, nel corso della camera di consiglio del 29 maggio 2014, le Sezioni unite hanno affrontato la seguente questione: «Se, ai fini della confisca di cui all’art. 2-ter della legge n. 575 del 1965 (attualmente art. 24 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159), per individuare il presupposto della sproporzione tra i beni posseduti e le attività economiche del soggetto, titolare diretto o indiretto dei beni, debba tenersi conto o meno dei proventi dell’evasione fiscale». Secondo l’informazione provvisoria diffusa dalla Suprema Corte, al quesito è stata data la seguente soluzione: «Negativa». Il 30 maggio 2014 è stata distribuita una versione corretta dell’informazione, che specifica il senso, per altro già desumibile, della risposta data al quesito: “Negativa: non rilevano per giustificare la sproporzione i proventi dell’evasione fiscale”. La deliberazione è stata assunta sulle conformi conclusioni del Procuratore generale.


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