LA FALSA GIUSTIZIA: IL NUOVO LIBRO DI LUCIANO GAROFANO E MARIA GAIA PENSIERI SULLA PREVENZIONE DEGLI ERRORI GIUDIZIARI

“I casi giudiziari, e soprattutto gli omicidi, hanno sempre suscitato un grande interesse nell’opinione pubblica. Ultimamente il dibattito tra innocentisti e colpevolisti ha registrato un notevole incremento, grazie anche ai media, che hanno portato il processo nelle nostre case, denunciando indagini non sempre perfette e sentenze spesso discutibili”.  È disponibile in libreria La falsa giustizia, di Luciano Garofano e Maria Gaia Pensieri, un libro che, attraverso lo studio di casi di cronaca recenti, “affronta le cause spesso all’origine dell’errore giudiziario, come il ruolo e il valore della testimonianza o l’affidabilità dell’esame del DNA e del contributo offerto dall’analisi della scena del crimine e dalla prova scientifica. Il tutto, in un confronto tra il sistema italiano e quello statunitense”.

Riportiamo di seguito l’introduzione di Baldassare Lauria.

— Mi sono sempre piaciuti i legal drama americani, i film giudiziari, in cui gli avvocati in un tribunale si affrontano a suon di opposizioni l’un l’altro di fronte ad una giuria di comuni cittadini cercando di convincerli se un imputato è colpevole o innocente. Questo libro ha il pregio di spiegare con chiarezza le dinamiche del processo penale negli Stati Uniti e in Italia e di farci comprendere meglio le differenze tra i due sistemi processuali: di tipo accusatorio, in quello americano, e misto – accusatorio e inquisitorio – in quello italiano.
Ma la “dote” più importante dell’opera è il coraggio di parlare degli errori giudiziari e della falsa giustizia, in un tempo in cui il “giustizialismo” si manifesta in un sorta di isteria collettiva che ha fretta di dare in pasto al pubblico un colpevole, uno qualunque, non importa se effettivamente colpevole. Perché il più delle volte assistiamo a processi il cui esito è scontato in partenza: la pressione della stampa, i moral bias dell’opinione pubblica e dei giudici (che sono esseri umani non extraterrestri e quindi soggetti anche loro a errori come tutti, certo a qualcuno piace pensare che siano indotti in errore da cattive indagini…): “…gli italiani …parlano ed emettono sentenze, anche belle in molti casi. Morali così tonificanti…con questa legislazione…che divora…distrugge quelli che sono i presidi primordiali di ogni Stato di diritto. Questo è uno spettacolo agghiacciante. “Questo è un Paese che io non avrei considerato più il mio…” diceva Enzo Tortora. Da allora, molte cose sono peggiorate: la verità processuale può essere diversa dalla verità dei fatti come sono accaduti ed è per questo che possiamo apprezzare la velocità del sistema giudiziario statunitense perché dà importanza al ricordo e il ricordo con il tempo, si sa, si affievolisce, contrariamente alla lunghezza dei processi penali in Italia dove alla fine della verità dei fatti resta poco.
Doppiamente coraggioso questo libro perché non fa sconti a nessuno, nemmeno agli uomini dello Stato, alle Autorità di Polizia, in tutti quei casi in cui coloro che la rappresentano decidono i colpevoli, cambiano la “storia”, consegnando ad essa una verità falsa, spesso l’impunità dei responsabili di alcuni straordinari eventi delittuosi che hanno colpito il nostro paese.
È il caso della “Strage di Alkamar” a me, e alla o.n.g. Progetto Innocenti, molto caro: l’errore giudiziario più grave d’Europa dal secondo dopoguerra perché generato da una “falsificazione processuale” che ha sacrificato quattro ragazzi, due di essi all’epoca appena sedicenni, sull’altare di una incompresa ragione di Stato.
Ogni errore giudiziario è un fallimento della democrazia, lascia un forte sentimento di sfiducia, ci si sente feriti, privati del senso di giustizia e di libertà, “Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa” diceva Cesare Beccaria.
Il libro, oltre che essere una fotografia della Giustizia Italiana, purtroppo offuscata, offre uno strumento di riflessione importane per gli studiosi, i tecnici e gli avvocati che si occupano di errori giudiziari, la verità non muore mai….gli innocenti lasciano sempre molte tracce a coloro che credono nella Giustizia e che hanno il coraggio di affermarla sempre. —


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