Progetto InnocentI

Guerra di Camorra: Ammessa la revisione della condanna di Monaco Salvatore per l’omicidio di Carmela Attrice, ordinato dal clan Di Lauro

Monaco Salvatore condannato alla pena di 23 anni di reclusione per l’omicidio di Carmela Attrice avrà il processo di revisione. Lo ha deciso  la prima sezione della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso dell’Avv. Baldassare Lauria avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma che aveva dichiarato l’inammissibilità della richiesta di revisione della condanna ad anni ventitré di reclusione emessa dalla Corte di Assise di Napoli il 26.03.2007

Il fatto risale al 15 gennaio 2005, allorquando nel rione “Case Celesti” di Napoli, centro  nodale per il traffico di cocaina gestito dalla camorra, veniva barbaramente uccisa Carmela Attrice, madre di uno dei ragazzi del potente clan Di Lauro, dal quale si  era dissociato per formare un nuovo clan camorristico.

Carmela Attrice fu attirata in una vera e propria trappola mortale. Invitata da un ragazzino a scendere nell’androne della palazzina si ritrovò di fronte al suo assassino a cui avevano commissionato l’omicidio.

Per quell’agguato mortale furono accusati tre giovani che  un minorenne, REA GAETANO, aveva visto aggirarsi nella zona subito  dopo l’esplosione dei colpi di arma da fuoco, e che  successivamente indicava come gli esecutori materiale dell’agguato, per averlo appreso da un suo amico. L’amico informatore, però, tale RECCIA PASQAULE, al processo non confermava, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

La Corte di Assise di Napoli non ebbe tuttavia dubbi, si accontentò della testimonianza indiretta non confermata e condannò SALVATORE MONACO, TAVASSI MICHELE e STARACE SALVATORE, tutti alla pena di anni ventitré di reclusione. Il P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia, dr. STEFANIA CASTALDI, che aveva chiesto la pena dell’ergastolo per tutti, subito dopo la lettura della sentenza aveva dichiarato “ E’ una vittoria dello Stato”. 

Secondo i nuovi difensori di MONACO Salvatore, gli avvocati BALDASSARE LAURIA e MARIA CRISTINA GRILLO, si tratta invece di un clamoroso errore giudiziario, una sconfitta della giustizia. Nella richiesta di revisione  presentata alla Corte di Appello di Roma, competente per territorio sulle sentenze di Napoli, i difensori avevano esposto una serie di dichiarazioni rese da nuovi collaboratori di giustizia che scagionano i tre condannati. Fra gli altri, CAPASSO CARLO, sentito più volte dalla DDA di Napoli nel 2010, indicava quali esecutori materiali dell’uccisione di Attrice Carmela, BUONO Mario e GIANNINO Luigi. CAPASSO, già intraneo al clan dei DI LAURO, riferiva inoltre di avere appreso tale circostanza proprio da BUONO  LUIGI che gli aveva riferito che per arrivare alla vittima erano passati da sotto il garage: me lo disse Mario […] ad uccidere Carmela Attrice, cioè a sparare, furono lui e Luigi Giannino […] non ricordo se me lo disse poco dopo l’omicidio o dopo la faida […] ricordo solo che disse che sul posto dove stava la vittima erano arrivati da sotto al garage”.  Anche, altro collaboratore GIUGLIANO Gianluca, sentito più volte nel 2013, riferiva che l’omicidio Attrice era stato eseguito da GIANNINO Luigi e BUONO Mario. Tutti hanno escluso la responsabilità di MONACO SALVATORE.  

Ora, la Corte di Cassazione ha ordinato un novo processo, indicando la Corte di Appello di Perugia quale Giudice che dovrà decidere se il giudizio di colpevolezza formulato dai giudici napoletani, sulla scorta  della dichiarazione dell’accusatore REA GAETANO, può reggere ancora alla luce delle dichiarazioni rese dai pentiti. Intanto, però, Monaco Salvatore detenuto nel carcere di Tempio Pausania ha giù scontato 18 anni, e si è sempre proclamato innocente.

Siamo molto fiduciosi sull’esito positivo del giudizio di revisione, Le diverse dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sono tutte convergenti  verso l’esclusione di ogni responsabilità del nostro assistito e, anche a prescindere dall’accertamento della responsabilità degli effettivi esecutori e mandanti dell’omicidio, per la credibilità dei rispettivi dichiaranti presentano una significativa  attitudine a falsificare il fragile ed illogico giudizio di colpevolezza dei giudici di merito ” hanno dichiarato i difensori BALDASSARE LAURIA e MARIA CRISTINA GRILLO.

 

 

 

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