Progetto InnocentI

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Challenges in the equitable access to COVID-19 vaccines for migrant populations in Europe

La dottoressa Silvia Ussai, membro del comitato scientifico di Progetto Innocenti e della Fondazione Giuseppe Gulotta, ha pubblicato un Viewpoint su Lancet – la più prestigiosa rivista medica al mondo – dal titolo “ Sfide nell’accesso equo ai vaccini COVID-19 per le popolazioni migranti in Europa” (ref. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666776221001241). Si tratta di una tematica di grande interesse che ha attirato l’attenzione non solo delle principali organizzazioni internazionali (UNICEF, UNHCR..) ma, fra l’altro, anche dell’Accademia dei Lincei e del G7 in occasione del Global Health Summit 2021. L’accesso a servizi sanitari risulta spesso difficoltoso per i migranti che arrivano in Europa. A

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Diritti Umani, l’Italia nega l’estradizione di Leonardo Badalamenti al Governo Brasiliano

Il paese di Bolsonaro non ha offerto alcuna garanzia sul rispetto dei diritti umani garantiti dalla convenzioni internazionali È stato scarcerato il figlio del boss di mafia Tano Badalamenti, arrestato lo scorso anno per una condanna per stupefacenti maturata alcuni anni fa all’estero. I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo, accogliendo l’opposizione  dei legali di Leonardo Badalamenti (61 anni), Avvocati Baldassare Lauria e Nino Ganci, hanno anche respinto la richiesta di estradizione del Brasile. Il timore dei giudici è che nelle carceri brasiliani badalamenti possa essere sottoposto a trattamenti disumani e degradanti. Il detenuto ha già lasciato

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La Corte di Cassazione ammette la revisione della condanna di Rosario Cascio per associazione mafiosa

La condanna di Rosario Cascio, nell’operazione c.d. Scacco Matto, era preclusa da un precedente giudicato di segno opposto. Rosario CASCIO, detto Sarino, dopo un controverso processo caratterizzato da due sentenze di annullamento della Cassazione era stato, in ultimo, condannato per associazione mafiosa nel 2005dalla Corte di Appello di Palermo alla pena di anni sei di reclusione. La sentenza aveva accertato la partecipazione del CASCIO all’associazione mafiosa con la quale, unitamente a RIINA Salvatore, PROVENZANO Bernardo, SIINO Angelo ed altri, aveva posto in essere una attività di controllo degli appalti pubblici e privati in Sicilia. I fatti contestati al CASCIO segnavano, secondo

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La difesa nel processo di prevenzione: esperti a confronto nel convegno di Nessuno Tocchi Caino

Sono intervenuti: Sergio D’Elia (segretario di Nessuno tocchi Caino – Spes contra Spem), Pietro Cavallotti (imprenditore e studente), Francesco Morelli (professore), Antonella Mascia (avvocato), Michele Gelardi (presidente dell’Associazione Stato Minimo), Paola Maggio (professoressa), Baldassarre Lauria (avvocato), Rocco Chinnici (avvocato), Massimo Niceta (imprenditore e direttore dell’Associazione In-Difesa), Teresa Giarratana (avvocato), Simona Amodeo (imprenditrice), Salvino Pantuso (avvocato), Domenico Saraco (imprenditore), Paolo Ingrao (avvocato), Ester Ferdeghini (imprenditrice), Valentina Clemente (avvocato), Francesco Lena (imprenditore), Filippo Vasta (imprenditore), Gaetano Virga (imprenditore), Giuseppe Monaco (imprenditore), Davide Faraone (imprenditore), Elisabetta Majo (architetto), Romina Lupo (avvocato), Elisabetta Zamparutti (tesoriere di Nessuno tocchi Caino – Spes contra Spem), Rita Bernardini

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Caso Vaccarino, la Corte di Appello di Caltanissetta ammette la richiesta revisione

La Corte di Appello di Caltanissetta, ha ammesso la richiesta di revisione della condanna ad anni sei e mesi sei inflitta il 16.04.1997 dalla Corte di Appello di Palermo per un presunto traffico di sostanze stupefacenti che aveva come base logistica l’aeroporto di Linate a Milano. Le accuse in quel processo venivano mosse sulla scorta delle dichiarazioni accusatorie rese dall’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, che additava il professore Antonio Vaccarino quale membro dell’associazione mafiosa cosa nostra. Quest’ultima accusa, in primo grado accolta dal Tribunale di Marsala che lo condanna a ad anni diciotto di reclusione, veniva poi ritenuta infondata

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L’inferno di Bolsonaro nelle carceri brasiliane, drammatica situazione dei detenuti tra violenze e covid

Le carceri brasiliane ai tempi del coronavirus hanno l’aspetto di un girone dantesco. È questa l’immagine che restituisce Sergio Grossi, ricercatore dell’Università di Padova e dell’Universidade Federal Fluminense di Rio de Janeiro, specializzato in Educazione e Carcere Tornato in fretta e furia in Italia a causa del collasso del sistema sanitario, pubblico e privato, del Paese – che finora ha registrato più di due milioni di contagiati da coronavirus e più di 80mila morti – il ricercatore racconta  la situazione nelle carceri brasiliane.Nelle carceri brasiliane sono rinchiuse 800mila persone e l’assistenza sanitaria era assente già prima dell’arrivo della pandemia. Malattie come

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Il paese di Bolsonaro non ha offerto alcuna garanzia sul rispetto dei diritti umani garantiti dalla convenzioni internazionali È stato scarcerato il figlio del boss di mafia Tano Badalamenti, arrestato lo scorso anno per una condanna per stupefacenti maturata alcuni anni fa all’estero. I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo, accogliendo l’opposizione  dei legali di Leonardo Badalamenti (61 anni), Avvocati Baldassare Lauria e Nino Ganci, hanno anche respinto la richiesta di estradizione del Brasile. Il timore dei giudici è che nelle carceri brasiliani badalamenti possa essere sottoposto a trattamenti disumani e degradanti. Il detenuto ha già lasciato

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