Progetto InnocentI

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Dubbi sulla condanna di Chico Forti: Progetto Innocenti studia la revisione del caso

Chico Forti ha diritto alla revisione della sentenza di condanna. Venti anni  passati dietro le sbarre del Dade Correctional Institution di Florida City, un carcere di massima sicurezza, ma il sospetto che sia vittima di un clamoroso errore giudiziario e’ sempre più forte. Il velista e produttore televisivo italiano che negli anni ’90 ha fatto fortuna negli Stati Uniti fino al 15 febbraio del 1998, quando viene arrestato per l’omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale Forti stava acquistando il Pikes Hotel, struttura che negli anni ’80 era al centro della movida dell’isola spagnola. Chico Forti, dal 2000,

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Revocazione della confisca: la “via di fuga” della Cassazione sul requisito della novità probatoria sopravvenuta

[di Baldassare Lauria] La Corte di Cassazione investita del ricorso avverso il decreto della Corte di Appello di Caltanissetta che aveva dichiarato inammissibile l’istanza di revocazione della confisca – avanzata sul presupposto di una transazione finanziaria che mutava gli elementi di calcolo della asserita sproporzione – con la sentenza nr. 10325 del 14.02.2020, della prima sezione, ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 28 codice antimafia nella parte in cui prevede che la prova nuova ai fini della revocazione debba essere necessariamente sopravvenuta alla decisione ablatoria, indipendentemente dall’apprezzamento che di essa abbia fatto il giudice di merito.

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Strage di Alkamar, il difficile percorso processuale della verità e la testimonianza dell’ex carabiniere

La presentazione del libro di Gaetano Santangelo e Maurizio Macaluso “Confessioni di un Innocente” ha offerto un’ulteriore occasione per l’approfondimento di quello che rimane ancora un grande mistero della storia della Repubblica Italiana. Molte le domande che ancora avvolgono il caso. Da una parte, appaiono singolari le modalità dell’arresto di Giuseppe Vesco, quindici giorni dopo la strage, in circostanze alquanto misteriose (lo stesso viaggiava a bordo di un auto rubata senza targhe con addosso la pistola dell’eccidio, sebbene la città fosse in quei giorni in stato d’assedio). Dall’altra parte, ci sì chiede ancora il motivo del ritardo ( 36 anni)

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La confisca antimafia nella morsa del “tempo”: la Corte di Cassazione “boccia” la Corte di Appello di Palermo

Nota alla sentenza della seconda sezione della Corte di Cassazione nr. 37495/19 del 6.6.2019/10.09.2019 di Baldassare Lauria. L’accertamento della pericolosità sociale del proposto, sebbene in via incidentale nel procedimento per la proposta della sola misura patrimoniale, costituisce criterio insostituibile per verificare, alla stregua del principio di perimetrazione cronologica, la ricomprensione dei singoli atti di incremento patrimoniale nell’ambito delle operazioni suscettibili di valutazione (in termini dimostrazione dell’illiceità della provenienza dei mezzi utilizzati) ai fini della confisca di prevenzione, sia che si consideri la sussistenza di ipotesi di pericolosità generica in capo al proposto, sia che si versi in ipotesi di pericolosità

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Strage di Piazza della Loggia, Maurizio Tramonte chiede la revisione della condanna all’ergastolo.

E’stata depositata  innanzi la Corte di Appello di Venezia la richiesta di revisione della sentenza di condanna all’ergastolo di Maurizio Tramonte, ritenuto responsabile unitamente a Carlo Maria Maggi della strage di piazza della Loggia di Brescia del 28.5.1974. Nuove prove secondo i difensori di Tramonte, gli avvocati Baldassare Lauria e Pardo Cellini, dimostrano l’errore giudiziario e l’innocenza dello stesso. I due presunti responsabili furono ritenuti colpevoli, dopo un complesso iter processuale, dalla Corte di Assise di Appello di Milano, in sede di giudizio di rinvio, a seguito dell’ annullamento da parte della Corte di Cassazione della sentenza di assoluzione dell’omologa Corte di

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All’ergastolo per l’omicidio del marito, una nuova perizia chimica rivela il grave errore scientifico della sentenza

  Articoli video [di Nicola Biondo] Non è la catarsi dell’happy-end di un film di Hollywood ma la fine, o forse l’inizio, di una storia incredibile di malagiustizia. Dove una donna viene condannata all’ergastolo per aver ucciso il marito con una dose di eroina e il movente è perché aveva un amante. Con l’aggravante che di questi rapporti extra-coniugali “non ha manifestato alcun segno di concreto pentimento e di revisione critica”. No, non sono le parole di qualche oscurantista. Ma quelle vergate in una sentenza in nome del Popolo italiano. Solo che di eroina in questa storia non c’è traccia,

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Chico Forti ha diritto alla revisione della sentenza di condanna. Venti anni  passati dietro le sbarre del Dade Correctional Institution di Florida City, un carcere di massima sicurezza, ma il sospetto che sia vittima di un clamoroso errore giudiziario e’ sempre più forte. Il velista e produttore televisivo italiano che negli anni ’90 ha fatto fortuna negli Stati Uniti fino al 15 febbraio del 1998, quando viene arrestato per l’omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike, dal quale Forti stava acquistando il Pikes Hotel, struttura che negli anni ’80 era al centro della movida dell’isola spagnola. Chico Forti, dal 2000,

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