Progetto InnocentI

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Beniamino Zuncheddu assolto, nel processo di revisione, dalla Corte di Appello di Roma dopo 33 anni di carcere da innocente per la strage di Sinnai

La Corte di Appello di Roma ha accolto la richiesta di revisione presentata dal Procuratore Generale di Cagliari, Francesca Nanni   La vicenda Torniamo allora al buio di quella sera: l’8 gennaio 1991, in un ovile di Su Enazzu Mannu (Sinnai), un fucile fa fuoco su Gesuino Fadda di 57 anni, suo figlio Giuseppe di 25 e il loro pastore Ignazio Pusceddu, 57 anni anche lui. Il quarto uomo, Luigi Pinna (genero di Gesuino: è sposato con la figlia Daniela), colpito alla gamba e alla spalla, respira in silenzio senza darsi per vinto: la mattina dopo lo troveranno ferito ma

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Strage di Piazza della Loggia: la condanna di Maurizio Tramonte “balla” sulle accuse fluide di Vincenzo Arrigo, coodetenuto già condannato per calunnia

Il 26 settembre 2023 la quinta sezione della Corte di Cassazione deciderà  sulla revisione della sentenza all’ergastolo di Maurizio Tramonte. Avanti al supremo collegio gli avvocati Baldassare Lauria e Pardo Cellini, che hanno avviato il processo di revisione su prove che dimostrano la falsa testimonianza di Vincenzo Arrigo. Il teste,

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Nel Caso Zaghini c/ Repubblica di San Marino la CEDU va oltre la “confisca senza condanna” e ammette la “confisca senza processo”

Nota alla sentenza della C.E.D.U. nr. 3405/21 del 11.05.2023 (G. Zaghini c. Repubblica di San Marino), di Lucia Galletta Il caso all’attenzione dei giudici di Strasburgo riguarda una decisione di confisca adottata nei confronti del ricorrente cittadino italiano, GIANLUCA ZAGHINI, a seguito di un procedimento penale contro il proprio genitore  imputato innanzi il Tribunale di Forlì per il reato di riciclaggio di denaro, che si concludeva con declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione e con l’ordine di restituzione di quanto cautelativamente sequestrato, tanto nel territorio italiano quanto in quello della vicina Repubblica Sammarinese. E purtuttavia, l’ Autorità Giudiziaria

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La pericolosità per “appartenenza mafiosa” della confisca di prevenzione all’esame della CEDU: incompatibile con il principio di legalità

La prima sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ammesso la causa promossa dai fratelli Cavallotti contro  la Repubblica italiana. Gli imprenditori siciliani sono stati al centro di una singolare vicenda processuale che li ha visti, prima, assolti in sede penale dal reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. e, poi, destinatari di un provvedimento di confisca dei rispettivi patrimoni personali, emesso nel 2011 dal Tribunale di Palermo, durante la “chiacchierata” presidenza della dr. Silvana Saguto, recentemente condannata dalla Corte d’appello di Caltanissetta per la gestione illegale dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. “Quella dei Cavallotti

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L’orrore giudiziario: quaranta anni fa l’arresto di Enzo Tortora, vicenda surreale che ha segnato la storia della giustizia italiana

L’arresto uno dei più famosi conduttori televisivi dell’epoca, sulla base di testimonianze confuse e senza nessun riscontro Tortora venne portato nella caserma di via in Selci, sede del Comando Legione Lazio. Le accuse che gli vennero formalizzate furono di essere un trafficante di stupefacenti e di associazione di tipo mafioso. Più precisamente, secondo le accuse, Tortora sarebbe stato affiliato alla NCO, la Nuova Camorra Organizzata, cartello di clan di cui era a capo il boss Raffaele Cutolo. Il 17 giugno del 1983 cominciò una vicenda giudiziaria all’inizio controversa e poi sempre più inverosimile e a tratti grottesca. Per molto tempo

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Strage di Bologna, le motivazioni della sentenza: «Prove eclatanti che Gelli contribuì, insieme a una sorta di servizio segreto occulto»

Bologna, i giudici della Corte d’Assise sul processo ai mandanti del 2 agosto 1980 scrivono: «La figura di  Paolo Bellini ne è conferma ed elemento costitutivo». La strage va inquadrata in uno «scenario politico internazionale «Possiamo ritenere fondata l’idea, e la figura di Bellini ne è al contempo conferma ed elemento costitutivo, che all’attuazione della stragecontribuirono in modi non definiti, ma di cui vi è precisa ed eclatante prova nel documento Bologna, Licio Gelli e il vertice di una sorta di serviziosegreto occulto che vede in Federico Umberto D’Amato (direttore Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno dal ’71 al ’74,

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Beniamino Zuncheddu assolto, nel processo di revisione, dalla Corte di Appello di Roma dopo 33 anni di carcere da innocente per la strage di Sinnai

La Corte di Appello di Roma ha accolto la richiesta di revisione presentata dal Procuratore Generale di Cagliari, Francesca Nanni   La vicenda Torniamo allora al buio di quella sera: l’8 gennaio 1991, in un ovile di Su Enazzu Mannu (Sinnai), un fucile fa fuoco su Gesuino Fadda di 57 anni, suo figlio Giuseppe di 25 e il loro pastore Ignazio Pusceddu, 57 anni anche lui. Il quarto uomo, Luigi Pinna (genero di Gesuino: è sposato con la figlia Daniela), colpito alla gamba e alla spalla, respira in silenzio senza darsi per vinto: la mattina dopo lo troveranno ferito ma

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Strage di Piazza della Loggia: la condanna di Maurizio Tramonte “balla” sulle accuse fluide di Vincenzo Arrigo, coodetenuto già condannato per calunnia

Il 26 settembre 2023 la quinta sezione della Corte di Cassazione deciderà  sulla revisione della sentenza all’ergastolo di Maurizio Tramonte. Avanti al supremo collegio gli avvocati Baldassare Lauria e Pardo Cellini, che hanno avviato il processo di revisione su prove che dimostrano la falsa testimonianza di Vincenzo Arrigo. Il teste, in precedenza condannato per calunnia,  innanzi la Corte d’Assise di Milano nel processo di rinvio, aveva riferito delle confidenze fatte da Maurizio Tramonte, durante la coodetenzione, circa la sua presenza in piazza della loggia il giorno della strage. In un verbale di sit inedito, del 2004, acquisito all’epoca del dr. Piantoni della Procura di Brescia,  il teste aveva dichiarato l’esatto contrario.

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Nel Caso Zaghini c/ Repubblica di San Marino la CEDU va oltre la “confisca senza condanna” e ammette la “confisca senza processo”

Nota alla sentenza della C.E.D.U. nr. 3405/21 del 11.05.2023 (G. Zaghini c. Repubblica di San Marino), di Lucia Galletta Il caso all’attenzione dei giudici di Strasburgo riguarda una decisione di confisca adottata nei confronti del ricorrente cittadino italiano, GIANLUCA ZAGHINI, a seguito di un procedimento penale contro il proprio genitore  imputato innanzi il Tribunale di Forlì per il reato di riciclaggio di denaro, che si concludeva con declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione e con l’ordine di restituzione di quanto cautelativamente sequestrato, tanto nel territorio italiano quanto in quello della vicina Repubblica Sammarinese. E purtuttavia, l’ Autorità Giudiziaria

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La pericolosità per “appartenenza mafiosa” della confisca di prevenzione all’esame della CEDU: incompatibile con il principio di legalità

La prima sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ammesso la causa promossa dai fratelli Cavallotti contro  la Repubblica italiana. Gli imprenditori siciliani sono stati al centro di una singolare vicenda processuale che li ha visti, prima, assolti in sede penale dal reato di associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p. e, poi, destinatari di un provvedimento di confisca dei rispettivi patrimoni personali, emesso nel 2011 dal Tribunale di Palermo, durante la “chiacchierata” presidenza della dr. Silvana Saguto, recentemente condannata dalla Corte d’appello di Caltanissetta per la gestione illegale dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. “Quella dei Cavallotti

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L’orrore giudiziario: quaranta anni fa l’arresto di Enzo Tortora, vicenda surreale che ha segnato la storia della giustizia italiana

L’arresto uno dei più famosi conduttori televisivi dell’epoca, sulla base di testimonianze confuse e senza nessun riscontro Tortora venne portato nella caserma di via in Selci, sede del Comando Legione Lazio. Le accuse che gli vennero formalizzate furono di essere un trafficante di stupefacenti e di associazione di tipo mafioso. Più precisamente, secondo le accuse, Tortora sarebbe stato affiliato alla NCO, la Nuova Camorra Organizzata, cartello di clan di cui era a capo il boss Raffaele Cutolo. Il 17 giugno del 1983 cominciò una vicenda giudiziaria all’inizio controversa e poi sempre più inverosimile e a tratti grottesca. Per molto tempo

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Strage di Bologna, le motivazioni della sentenza: «Prove eclatanti che Gelli contribuì, insieme a una sorta di servizio segreto occulto»

Bologna, i giudici della Corte d’Assise sul processo ai mandanti del 2 agosto 1980 scrivono: «La figura di  Paolo Bellini ne è conferma ed elemento costitutivo». La strage va inquadrata in uno «scenario politico internazionale «Possiamo ritenere fondata l’idea, e la figura di Bellini ne è al contempo conferma ed elemento costitutivo, che all’attuazione della stragecontribuirono in modi non definiti, ma di cui vi è precisa ed eclatante prova nel documento Bologna, Licio Gelli e il vertice di una sorta di serviziosegreto occulto che vede in Federico Umberto D’Amato (direttore Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno dal ’71 al ’74,

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