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Categoria

Giurisprudenza Diritto Penale Europeo

DIRITTO EFFETTIVO DI ACCESSO ALLA GIUSTIZIA

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,Sentenza del 30/07/2009.
AFFAIRE DATTEL c/ LUSSEMBURGO……………..
Con riferimento ad un Procedimento civile nel quale era stato dichiarato inammissibile la lacunosità Ricorso per cassazione per dei motivi di gravame, la Corte ha precisato che si risponde ad un fine legittimo imporre all’interessato di precisare i motivi di così da consentire alla Ricorso di cassazione esercitare il suo controllo di diritto, storia regola non deve Essere applicata in modo formalistico. Nella specie, la Corte ha ritenuto che la precisazione dei motivi di gravame non fosse “indispensabile” tenuto conto anche della mancanza della circostanza interessato nello Stato (il Belgio) di un sistema chiuso di avvocati specializzati al patrocinio davanti all’alta giurisdizione.
Testo completo della sentenza……

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CONDANNA IN CONTUMACIA DEL LATITANTE

Corte Europea dei Diritti Uomo, sez. V, 28 febbraio 2008….AFFAIRE DEMEBUKOV C. BULGARIA….
Vi è violazione della Convenzione quando manca la prova che la persona abbia rinunciato a tale diritto e che spetta agli Stati di regolare la materia in maniera che non contrasti con la Convenzione. Però la rinuncia deve essere chiara ed inequivoca e la circostanza che una persona sia definita “latitante” (fugitive) sulla base di presunzioni senza il supporto di elementi oggettivi non è equiparabile a tale fine.

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DIRITTO A UN EQUO PROCESSO – PROVE ILLEGALMENTE OTTENUTE – UTILIZZABIL

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sentenza del 28/07/2009 –
(Affaire Lee Davies c. Belgio) –
La Corte si è pronunciata su un caso in cui il ricorrente lamentava l’utilizzazione di una prova illegalmente ottenuta (nella specie, un sequestro effettuato nel corso di una perquisizione domiciliare illecita) ai fini della sua condanna. »»

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IL SOSPETTO DI NON IMPARZIALITA’ CONFIGURA VIOLAZIONE ART. 6 CEDU

AFFAIRE ROJAS MORALES C/ITALIA 2000
Sentenza Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del
Indipendentemente dalla condotta del giudice, certi fatti verificabili , autorizzano a sospettare sull’imparzialità di quest’ultimo. In materia anche le apparenze possono rivestire importanza. Ne va della fiducia che i tribunali di una società democratica hanno il dovere di inspirare alla parte soggetta alla giurisdizione. Ne risulta che per pronunciarsi sull’esistenza, in un dato processo, di una legittima ragione di temere in un giudice una mancanza di imparzialità, l’ottica dell’accusato va presa in considerazione ma non gioca un ruolo decisivo. L’elemento determinante consiste nel sapere se si possono considerare le apprensioni dell’interessato come oggettivamente giustificate (vedi sentenza Ferrantelli e Santangelo c. Italia del 7 agosto 1996, in Raccolta 1996-III, pp. 951-952, par. 58).

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AFFAIRE FERRANTELLI/SANTANGELO> IMPARZIALITA’ E PROCES EQUITABLE

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell Uomo nel controverso caso della strage di Alcamo Marina del 1976.
Recentemente la Cassazione ha ammesso la revisione del processo per uno dei condannati GIUSEPPE GULOTTA, detenutyo da oltre 20 anni.
Nel 1996, tuttavia, la CEDU, adita da FERRANTELLI e SANTANGELO, in una pronuncia singolare condanno la Repubblica Italiana per la violazione dell-art. 6 Convenzione, limitatamente alla non imparziailita del giudice, senza comunque giungere a ritenere la violazione del principio sotteso al proces equitable.

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PROCES IN ABSENTIA – AFFAIRE HU C ITALIE

ARRÊT 28 septembre 2006 /
AFFAIRE HU c. ITALIE
STRASBOURG
A la lumière de ce qui précède, la Cour estime que le requérant – qui a été jugé par contumace et dont il n’a pas été démontré qu’il avait cherché à se soustraire à la justice ou qu’il avait renoncé de manière non équivoque au droit à comparaître – ne s’est pas vu offrir la possibilité d’obtenir qu’une juridiction statue à nouveau, après l’avoir entendu dans le respect des droits de la défense, sur le bien-fondé des accusations portées à son encontre.
Partant, il y a eu en l’espèce violation de l’article 6 §§ 1 et 3 de la Convention.

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L-ORDINE DI PERQUISIZIONE DEVE GARANTIRE I DIRITTI DI CUI ALL’ART.8

AFFAIRE VAN ROSSEM c. BELGIQUE
SENTENZA CORTE EUROPEA DIRITTI DELL_UOMO DEL
9 décembre 2004
D’après la Cour, un mandat de perquisition doit être assorti de certaines limites pour que l’ingérence qu’il autorise dans les droits garantis par l’article 8, et en particulier le droit au respect du domicile, ne soit pas potentiellement illimitée et, partant, disproportionnée. Par conséquent, un mandat de perquisition doit comporter des mentions minimales permettant qu’un contrôle s’exerce sur le respect, par les agents qui l’ont exécuté, du champ d’investigation qu’il détermine.

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AFFAIRE DA LUZ DOMINIGUES FERREIRA C. BELGIQUE

SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO
DEL 24 mai 2007
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requête (no 50049/99) dirigée contre le Royaume de Belgique et dont un ressortissant portugais, M. Ramiro Da Luz Domingues Ferreira (« le requérant »), a saisi la Cour le 27 janvier 1999 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libertés fondamentales (« la Convention »).

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