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Categoria

Giurisprudenza Diritto Penale Europeo

LA CORTE DI CASSAZIONE SUL CASO SOMOGYI

Nel pronunciare su una richiesta di restituzione
nel termine per appellare proposta da un condannato dopo che il suo ricorso è stato accolto dalla
Corte europea dei diritti dell’uomo, il giudice d tenuto a conformarsi alla decisione di detta
Corte, con cui è stato riconosciuto che il processo celebrato “in absentia” è stato non quo: di
talchè il diritto a1 nuovo processo non pud essere negato escludendo la violazione dell’art. 6 della
Convenzione europea, ratificafa con legge 4 agosto 1955, n 848, n/ invocando l’auton’ta del
pregresso giudicato formafosi in ordine alla ritualitu del giudizio contunaciale in base alla
normativa del codice di procedura penale”.

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EQUO PROCESSO> PROVA RACCOLTA SENZA CONTRADDITTORIO.

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo del 4 novembre 2008
(CASO DEMSKI C. POLONIA) Il ricorrente ha lamentato la violazione dell’art. 6 della Cedu, in relazione alla condanna emessa nei suo confronti dalle autorità giudiziarie polacche per stupro di una minorenne, in quanto il giudizio di colpevolezza era stato fondato sulla prova decisiva costituita dalla testimonianza della parte offesa, acquisita nel corso delle indagini e di cui era stata lettura in dibattimento, perché non reperita.
La Corte, nel ravvisare la violazione della citata norma, ha ricordato i principi che devono regolare l’acquisizione della prova dichiarativa “decisiva”: se non è preclusa l’utilizzazione, come prova, di dichiarazioni rese nella fase “pre-trial”, è necessario che i diritti della difesa siano comunque rispettati, fornendo all’imputato “un’occasione sufficiente ed adeguata” per confrontarsi con il testimone che depone contro di lui. La Corte ha ritenuto che nel caso di specie le autorità giudiziarie, dopo un primo tentativo infruttuoso di notificare la citazione in Polonia, pur sapendo del trasferimento all’estero della testimone, non avessero compiuto alcuno “ragionevole sforzo” per ottenerne la presenza.
Traduzione in lingua italiana non ufficiale di LAURA ANCONA.

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LA COUR DE CASSATION SUR LE MANDAT D’ARRET EUROPEEN

Arrêt n° 6596 du 21 novembre 2007
Cour de cassation – Chambre criminelle
Statuant sur le pourvoi formé par
MURAT
contre l’arrêt de la chambre de l’instruction de la cour d’appel de Toulouse, en date du 23 octobre 2007, qui, sur renvoi après cassation, a autorisé sa remise aux autorités judiciaires allemandes en exécution d’un mandat d’arrêt européen…

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RICORSO CEDU – DECORRENZA TERMINE PER IMPUGNARE

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo –
Decisione del 25/11/2008.
(CASO BERRO C/ITALIA)
Termine di sei mesi – Finalità: consentire all’interessato la ponderazione dei suoi interessi in vista di un eventuale ricorso – Decorre non dal momento in cui l’interessato abbia avuto conoscenza della pronuncia interna ma da quello in cui ha avuto contezza della relativa motivazione – Diritti dell’uomo.

Il Governo italiano aveva eccepito la tardività del ricorso, assumendo che il termine di sei mesi previsto dalla Convenzione avrebbe dovuto…

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DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA E FAMILIARE – ADOZIONE

Corte Europea dei Diritti del’Uomo – Sentenza del 13/01/2009.
(Caso TODOROVA c. ITALIA) La ricorrente ha lamentato davanti alla Corte la violazione dell’art. 8 della Cedu in relazione alla decisione di adottabilità emessa dai giudici italiani nei confronti delle sue gemelle 27 giorni dopo la loro nascita. La Corte ha ritenuto “drastica” la suddetta decisione in quanto, a fronte del con »»

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CORTE EUROPEA DIRITTI DELLL’UOMO SUL REGIME EX ART. 41 BIS O.P.

C.E.D.U., Sentenza del 20/01/2009.
(Caso Zara c. Italia) DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA E FAMILIARE – REGIME EX ART. 41 BIS O.P. – CONTROLLO DELLA CORRISPONDENZA DIRETTA AL LEGALE PATROCINANTE DAVANTI ALLA CORTE EUROPEA
Il ricorrente, detenuto in regime di 41 bis o.p., era stato sottoposto al controllo della corrispondenza ed in particolare aveva subito il controllo il 1° febbraio 2007 di una lettera inviata al suo legale che lo rappresentava davanti alla Corte europea.

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DIRITTO ALLA LIBERTA’ E ALLA SICUREZZA – ESPULSIONI VERSO LA TUNISIA

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 24/03/2009
(Caso Abdelhedi c. Italia)
La Corte, con riferimento a molteplici espulsioni disposte dall’Italia verso la Tunisia, ha ribadito quanto affermato nella sentenza Saadi c. Italia del 28 febbraio 2008, secondo cui molte fonti internazionali (da ultimo, anche l’Amnesty International Report del 2008) riferiscono di trattamenti inum »»

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L’ITALIA CONDANNATA ANCHE SULLA LEGGE PINTO: E’ INADEGUATA

SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO DEL 31/03/2009
(CASO SIMALDONE C. ITALIA)
La Corte, nel condannare l’Italia per l’eccessiva lentezza nel riconoscere al ricorrente l’equa riparazione sulla base della legge Pinto (12 mesi), ha valutato al momento non “strutturalmente inefficace” il rimedio previsto dalla suddetta legge.

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