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Giurisprudenza delle Corti Italiane

CONFISCA SENZA CONDANNA – INVERSIONE ONERE PROBATORIO SULLA LECITA PROVENIENZA – VIOLAZIONE ART. 1 PROT. 1 CEDU – PROPERTY ACT BULGARO ILLEGITTIMO

Con la sentenza del  3 marzo 2015, Dimitrovi c. Bulgaria, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo puntualizza i limiti della confisca senza condanna, idonea alla rivisitazione giurisprudenziale dell’istituto italiano della confisca di prevenzione antimafia disciplinata dal codice antimafia.

Il caso di specie  riguarda la specifica forma di ablazione della proprietà,  disciplinata dal Citizens’ Property Act (CPA) bulgaro. Si tratta di una forma di confisca non qualificata come misura “penale”, non è formalmente volto all’ablazione di proventi di reato, né viene adottato all’esito di…

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REVOCAZIONE DELLA CONFISCA DI PREVENZIONE – PROVA NUOVA – VALUTAZIONI SCIENTIFICHE – AMMISSIBILITA’ – CONDIZIONI

Inammissibile si manifesta la proposta diversa valutazione tecnico-scientifica di elementi fattuali gia’ noti. Essa invero puo’ costituire “prova nuova” ai sensi dell’articolo 630 c.p.p., comma 1, lettera c), solo quando risulti fondata su nuove metodologie, dal momento che queste ultime, e le applicazioni dei relativi principi tecnico – scientifici, possono condurre non solo ci valutazioni diverse, ma anche alla cognizione di fatti nuovi, se accreditate e ritenute pienamente attendibili dalla comunita’ scientifica (ASN 201112751-RV 250049).

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MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI – CORTE COSTITUZIONALE – LEGITTIMA LA NORMA SULLE IMPUGNAZIONI NEL TERMINE DI DIECI GIORNI

Con ordinanza del 22 luglio 2014 (r.o. n. 202 del 2014), la Corte di cassazione, quinta sezione penale, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, una questione di legittimità costituzionale «del combinato disposto» dell’art. 4, undicesimo comma, della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità) e dell’art. 3-ter, secondo comma, della legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere), «ora art. 10, comma 3, e art. 27, co. 2», del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), «nella parte in cui limitano alla sola violazione di legge la proponibilità del ricorso per cassazione avverso i provvedimenti di confisca adottati nell’ambito dei procedimenti di prevenzione».

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CONFISCA SENZA CONDANNA – LA CEDU RICONOSCE LA LEGITTIMITA’ DELL’INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA

CORTE EUROPEA DEI DIRTTI DELL’UOMO, QUARTA SEZIONE, SENTENZA DEL 12.05.2015

The Court reiterates that the question of the applicability of Article 6 § 2 of the Convention is normally to be examined under two aspects: a narrow aspect relating to the conduct of the relevant criminal trial as such, and a more extensive one which can go beyond the scope of the trial under certain conditions (see, for instance, Vanjak v. Croatia, no. 29889/04, § 67, 14 January 2010).In this…

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LA DECISIONE QUADRO 2005/212/GAI IN MATERIA DI POTERI ESTESI DI CONFISCA NON E’ LIMITATIVA DEL DIRITTO NAZIONALE.

La Decisione Quadro 2005/212/GAI del Consiglio d’Europa, in materia di poteri estesi di confisca, non ha la finalità  di limitare i limiti di ammissibilità  della confisca ( non era infatti in discussione l’abuso da parte degli stati membri ) piuttosto scopo della decisione è quello di imporre una disciplina minima uniforme della repressione di reati di particolare allarme sociale e nocività  economica, mediante misure di carattere patrimoniale, spesso più efficaci della stessa sanzione penale. Un intervento quindi estensivo e niente affatto limitativo del regime nazionale.

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MISURE DI PREVENZIONE – CONFISCA – NATURA PREVENTIVA – CONSEGUENZE SUCCESSIONE DI LEGGI NEL TEMPO DELL’ ART. 200 COD. PEN. – APPLICABILITÃ

Le Sezioni unite, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno stabilito che le modifiche introdotte all’art. 2-bis della legge n. 575 del 1965 dalle leggi n. 126 del 2008 e n. 95 del 2009 non hanno modificato la natura preventiva della confisca emessa nell’ambito del procedimento di prevenzione, di guisa che rimane tuttora valida l’assimilazione alle misure di sicurezza e, dunque, l’applicabilità  in caso di successione di leggi nel tempo della previsione di cui all’art. 200 cod. pen.

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MISURE DI PREVENZIONE – APAPRTENENTI AD ASSOCIAZIONE MAFIOSA – BENI SEQUESTRATI A TERZI – BUONA FEDE – CONDIZIONI

Con sentenza depositata il 19 gennaio 2015, la Sesta Sezione della Corte di Cassazione ha affermato il principio per il quale, in materia di misure di prevenzione patrimoniale, ai fini dell’opponibilità  del diritto di garanzia sul bene oggetto del provvedimento di confisca, la verifica della buona fede del terzo creditore va operata, di regola, con riguardo al momento in cui contratto di garanzia (nella specie mutuo ipotecario) è stato stipulato e, in caso di successione nell’originario rapporto giuridico, l’accertamento giudiziale deve investire anche le circostanze in cui tale successione si è realizzata.

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REVOCA MISURA DI PREVENZIONE – RICORSO PER CASSAZIONE – VIOLAZIONE DI LEGGE – MANCANZA DELLA MOTIVAZIONE

CORTE DI CASSAZIONE,SEZIONE SESTA PENALE, SENTENZA NR. 53126 DEL 19 DICEMBRE 2014.

L’unica contestazione utile a legittimare il ricorso in cassazione, in materia di misure di prevenzione, è quella della assenza di motivazione (perche’ graficamente insussistente o solo apparentemente presente) sui profili di novita’ fattuale sottesi all’elaborato tecnico di parte allegato, non acquisiti nel procedimento originario e destinati a rivisitare l’intero portato della valutazione gia’ operata caduta su tale elemento essenziale del giudizio (la riferibilita’ sostanziale dei beni oggetto di ablazione al…

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MISURE DI PREVENZIONE- RICORSO CASSAZIONE – CONTROLLO DELLA MOTIVAZIONE – QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ’ COSTITUZIONALE

La Quinta sezione della Corte di cassazione ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 4, comma 11, della l. n. 1423 del 1956 e 3 ter, comma 2, della legge n. 575 del 1965 (attualmente artt. 10, comma 3, e 27, comma 2, del d. lgs. n. 150 del 2011) – per contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione – nella parte in cui limitano alla sola violazione di legge la proponibilità del ricorso in cassazione avverso i provvedimenti di confisca adottati nell’ambito del procedimento di prevenzione (Sul tema, Corte cost., n. 321 del 2004).

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