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Categoria

Giurisprudenza delle Corti Italiane

CONFISCA PFREVENZIONE – CORRELAZIONE CON DOMANDA DI PREVENZIONE

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE SECONDA PENALE, SENTENZA DEL 23.01.2007 NR. 5248

In materia di misure di prevenzione , una volta avviata l’azione da parte del procuratore della Repubblica o del questore, il tribunale ha il potere di disporre, “ex officio”, le indagini più opportune e di acquisire le relative risultanze ai fini della decisione sulla confisca, senza che l’esercizio di siffatto potere possa far venire meno la correlazione della decisione con l’accusa, dal momento che la contestazione attiene sempre e soltanto…

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MISURE PREVENZIONE – PROCESSO PENALE – AUTONOMIA – PROVE

CORTE DI APPELLO DI CATANZARO, SEZIONE PRIMA PENALE, DECRETO DEL 01.04.2011

In materia di misure di prevenzione , pur nell’ autonomia del relativo giudizio, possono comunque esser utilizzati quale elementi sintomatici ai fini del complessivo apprezzamento riservato al giudice di merito tanto le denunzie per gravi reati che i precedenti penali e le sentenze penali, pur non definitive, siccome indici di manifestazioni antisociali, ma non può assumere valenza indiziaria a carico del proposto l’elemento valutativo già smentito nel corso di un…

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MISURE PREVENZIONE PATRIMONIALI – INSUFFICIENTE BUONA FEDE ACQUISTI

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE PRIMA PENALE, SENTENZA DEL 29.04.2010 NR. 29378

Posto che ai fini della prova della buona fede, occorrente affinché la confisca disposta ai sensi dell’art. 12 sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306, conv. in l. 7 agosto 1992 n. 356, non determini l’inopponibilità all’amministrazione della garanzia reale vantata da un terzo sulle cose confiscate, non è sufficiente la dimostrazione dell’assenza di dolo, va confermata in parte quaa la pronuncia di merito che, nel dichiarare la mala fede…

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MISURE DI PREVENZIONE – REQUISITI INDIZI APPARTENENZA MAFIA

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE PRIMA PENALE, SENTENZA DEL 29.04.2011 NR. 20160

Nel giudizio di prevenzione, data l’autonomia dal processo penale, la prova indiretta o indiziaria non deve essere dotata dei caratteri prescritti dall’art. 192 c.p.p., e le chiamate in correità o in reità non devono essere necessariamente qualificate dai riscontri individualizzanti, ai fini dell’accertamento della pericolosità. Rigetta, App. Catanzaro, 12/03/2010   SCARICA IL DOC. ALLEGATO : lasentenzadellacassazione.pdf

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CONFISCA – NESSO CAUSALITA’ ATTIVITA’ ILLECITA – INSUSSISTENZA

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE SECONDA PENALE, SENTENZA DEL 14 GIUGNO 2011, NR. 32563

Ai fini del sequestro di beni di un indagato per associazione di tipo mafioso non è necessaria la dimostrazione del nesso causale tra la presunta condotta mafiosa e l’illecito profitto, essendo sufficiente la dimostrazione della non lecita provenienza del bene.   SCARICA IL DOC. ALLEGATO : lasentenzadellacassazione.pdf

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AUTONOMIA MISURA PREVENZIONE PATRIMONIALE – APPLICAZIONE DISGIUNTA

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE PRIMA, SEMTEMZA DEL 13.01.2011 NR. 5361.

L’art. 2-bis, comma 6-bis, della legge 31 maggio 1965, n. 575, applicabile anche ai fatti commessi anteriormente alla legge 15 luglio 2009, n. 94 che lo ha introdotto, fissa il principio di reciproca autonomia tra le misure di prevenzione personali e quelle patrimoniali, con la conseguenza che il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere avviato a prescindere da qualsiasi proposta relativa all’adozione di misure di prevenzione personali, rimettendo al giudice il…

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CONFISCA PREVENZIONE APPLICABILE ANCHE AI SORVEGLIATI SEMPLICI

CORTE SUPREMA CASSAZIONE, SEZIONE PRIMA PENALE, SENTENZA DEL 4.2.2009 NR. 6000.
Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha affrontato la questione relativa agli effetti scaturenti dall’abrogazione dell’art. 14 della legge 19 marzo 1990 n. 55, prevista dall’art. 11-ter del “decreto sicurezza” (decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito nella legge 24 luglio 2008, n. 125). Secondo la S.C., l’abrogazione della suddetta norma “speciale” ha fatto “rivivere nella sua pienezza” la norma generale contenuta nell’art. 19 della legge 22 maggio 1975 n. 152 (c.d. “legge Reale”), ed ha quindi esteso l’ambito di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Conseguentemente, a seguito della recente riforma, le misure di prevenzione patrimoniali possono applicarsi a tutti i soggetti individuati nei numeri 1) e 2) del primo comma dell’art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423: si tratta di tutti i soggetti che sono ritenuti pericolosi in quanto sono abitualmente dediti a traffici delittuosi o vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose, quale che sia la natura del reato da cui derivano tali proventi.

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CONFISCA-L’ANNULLAMENTO NON PRECLUDE LA RIPROPOSIZIONE DELLA MISURA

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE SESTA PENALE, SENTENZA DEL 10.12.2010 N. 258 –

L’annullamento per ragioni non di merito, ma solo processuali, di un precedente provvedimento di sequestro a fini di confisca ex art. 12 sexies D.L. n. 306 del 1992 non preclude l’adozione di un provvedimento di confisca dei medesimi beni e nei confronti della medesima persona nel procedimento di prevenzione patrimoniale successivamente intentato. Dichiara inammissibile, App. Messina, 10/03/2010   SCARICA IL DOC. ALLEGATO : LASENTENZADELLACASSAZIONE.pdf

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MISURE PREVENZIONE PATRIMONIALI -DECRETO SEQUESTRO – RICORRIBILITA’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE QUINTA PENALE, SENTENZA DEL 27.10.2010, NUMERO 41153

In tema di sequestro di beni nella disponibilità di indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso (art. 2 ter comma 3 l. n. 575 del 1965), l’unico rimedio contro il relativo decreto è l’opposizione da proporre con la forma dell’incidente di esecuzione nel quale va conv. il ricorso per cassazione (art. 568 c.p.p.), non essendone prevista l’autonoma e immediata impugnazione. (La Corte ha osservato che detto provvedimento, strumentale ai…

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