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Categoria

Giurisprudenza delle Corti Italiane

MISURE PREVENZIONE PERSONALI – ASSOLUZIONE PROCESSO- INCOMPATIBILITA’

CORTE DI APPELLO DI PALERMO, SEZIONE MISURE DI PREVENZIONE, DECRETO DEL 20.06.2012, CASO LABITA BENEDETTO.

Con il decreto della Corte di Appello di Palermo si chiude uno dei casi più controversi in materia di esecuzione delle sentenze CEDU nel’ordinamento italiano. Pu in presena di una sentenza della CEDU del 200 che aveva condannato la Repubblica italiana per l’applicazione nei confrotni del LABITA della misura di prevenzione personale, cui era geneticamente legata anche quella patrimoniale, le Autorità italainze avevano sempre respinto la…

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CONFISCA PREVENZIONE – PRESUNTA CONDOTTA MAFIOSA – CAUSALITA’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE SESTA PENALE, SENTENZA DEL 25 GEN 2012 NR. 6570

In tema di misure di prevenzione patrimoniali , è irrilevante l’assenza di motivazione del provvedimento ablativo in ordine al nesso causale fra la presunta condotta mafiosa e la formazione dell’illecito profitto, dovendosi ritenere sufficiente al riguardo la dimostrazione della illecita provenienza dei beni sottoposti a confisca. Dichiara inammissibile, App. Napoli, 12/01/2010   SCARICA IL DOC. ALLEGATO : 3110lasentenzadellacassazione(2).pdf

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CONFISCA BENI SOGGETTO DECEDUTO – LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE

CORTE COSTITUZIONALE, SENTENZA DEL 09 FEBBRAIO 2012

Non è fondata, in riferimento agli art. 24, comma 2, e 111 cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2-ter, comma 11, l. n. 575 del 1965, nella parte in cui prevede che ««la confisca può essere proposta, in caso di morte del soggetto nei confronti del quale potrebbe essere disposta, nei riguardi dei successori a titolo universale o particolare, entro il termine di cinque anni dal decessoo».   SCARICA IL DOC. ALLEGATO : lasentenzadellaconsulta.pdf

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CONFISCA PREVENZIONE – CESSATA PERICOLOSITA’ SOCIALE- ININFLUENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONE SECONDA, SENTENZA DEL 14 MARZO 2012

Il venir meno, per eventi successivi, dell’accertata pericolosità sociale del prevenuto, non ha influenza alcuna in ordine alla confisca del patrimonio a lui riconducibile e ritenuto il frutto o il reimpiego delle sue attività illecite. La misura predetta, infatti, pur essendo applicata, per scelta del legislatore, nel procedimento di prevenzione, non ha natura di provvedimento di “prevenzione”, ma costituisce una sanzione amministrativa diretta a sottrarre in via definitiva i beni di provenienza…

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CONFISCA PREVENZIONE- REVOCA EX TUNC- LEGGE VIGENTE- SUSSISTENZA

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,SEZIONE QUINTA PENALE, SENTENZA DEL 17.11.2011

La richiesta di revoca “ex tunc” della confisca disposta nel procedimento di prevenzione deve essere esaminata in riferimento alla legge vigente al momento della decisione, sicché, entrato in vigore il D.L. 92 del 2008, conv. dalla legge n. 125 del 2008, il mantenimento della misura patrimoniale è reso legittimo dalla pericolosità generica del soggetto, connessa alla sua appartenenza alle categorie previste dall’art. 1 nn. 1 e 2 della legge 27 dicembre…

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MISURE PREVENZIONE – ACCERTAMENO RESPONSABILITA’ – INSUSSISTENZA

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO, SEZIONE SECONDA, SENTENZA DEL 17 NOV 2011.
AFFAIRE CAPITANI E CAMPANELLA C/ITALIA

Ai ricorrenti erano state applicate le misure di prevenzione della sorveglianza speciale e della confisca perché sospettati di appartenere a un’associazione a delinquere dedita all’usura e al riciclaggio di denaro. In punto di (mancata previsione della) pubblicità dell’udienza, la Corte europea ha ribadito i precedenti arresti sul punto, con i quali aveva ritenuto sussistere la violazione della convenzione (art. 6, § 1). Ha…

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CONFISCA PREVENZIONE – PERICOLOSITA’ SOCIALE SEMPLICE – AMMISSIBILITA’

CORTE SUOPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE QUINTA PENALE, SENTENZA DEL 8 GIUGNO 2011.

In tema di misure di prevenzione patrimoniali, l’abrogazione della norma speciale di cui all’art. 14 della legge n. 55 del 1990 – che precludeva l’applicazione delle misure di sicurezza patrimoniali in caso di pericolosità cosiddetto generica, consentendola solo in caso di pericolosità cosiddetto qualificata – per effetto dell’art. 11 ter del d.l. n. 92 del 2008, convertito in legge n. 125 del 2008 (cosiddetto pacchetto sicurezza), ha determinato la riespansione…

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CONFISCA DI PREVENZIONE – LA CONDANNA DELLA CEDU IMPONE LA REVOCAZIONE

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, SEZIONE QUINTA PENALE, SENTENZA DEL 15.11.2011
CASO LABITA – La sentenza in esame è l’epilogo di un calvario giudiziario. LABITA era stato sottoposto alla misura di prevenzione personale e patrimoniale per essere ritneuto associato alla mafia, ma nel relativo processo penale per associazione mafiosa era stato assolto.
La CEDU nel 2000 condannò lo Stato Italiano per l’incompatibilità di detta statuizione.
La Corte Suprema nella sentenza in questione ha ora affermato il principio dell’obbligo di conformazione della giurisdizione italiana al giudicato europeo.

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MISURE DI PREVENZIONE PERSONALI E PATRIMONIALI – GIUSTO PROCESSO

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO – SEZIONE SECONDA – SENTENZA DEL 26.07.2011 NR. 55743
AFFAIRE POZZI C/ ITALIA

Il ricorrente era stato oggetto di un procedimento di prevenzione per essere sospettato di partecipazione ad associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzato alla ricettazione e all’estorsione. Era stato perciò sottoposto alla misura della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza e dell’obbligo di soggiorno; i beni sequestrati (e poi confiscati) quali oggetto di vendita simulata.   SCARICA IL DOC. ALLEGATO : LASENTENZADELLACORTEUROPEA.pdf

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